ALTEREGO DRAG QUEEN QUEEVER di TORINO 

Alter Ego / Sive Deus Sive Dea ci invita a riflettere su un tema più ampio: il travestimento come atto di liberazione dalle identità rigide.
Sensibili, delicate, empatiche, allegre, intime, concentrate, festose, esuberanti…: così si potrebbero descrivere le fotografie scattate da Loredana Celano a Carmelo, Simone, Alessandro e ai loro amici mentre si preparavano a uno spettacolo al Queever di Torino, locale di riferimento per gay, e non solo. Ma così ugualmente si potrebbe parlare dell’atmosfera umana in cui l’autrice si è trovata immersa nelle ore in cui queste persone si sono lentamente trasformate da uomini sensibili e giocosi in Drag Queen, in super donne trionfanti dalle chiome leonine. Come bozzoli che escono dalla crisalide per diventare farfalle pronte a volare agitando ali sfolgoranti, così questi uomini si sono truccati con cura davanti agli specchi, con cura hanno progressivamente perso le loro fattezze maschili per assumerne altre, più sfrontate, più seduttive e procaci.

Come ha raccontato Cartier – Bresson a Ferdinando Scianna: «Per fare un buon ritratto bisogna chiedere udienza e ottenerla; poi occorre raggiungere una sintonia con la persona fotografata, fino alla connivenza. Un buon ritratto è il frutto di una reciproca disponibilità». Una reciproca disponibilità che nel caso del racconto fotografico di Loredana Celano è avvenuta immediatamente. Senza forzature lei è divenuta un’amica davanti alla quale esprimersi con la massima spontaneità, senza veli, senza reticenze.

La sua non è una semplice osservazione partecipe, ma qualcosa di più: una partecipazione osservante.
I suoi scatti non sono “rubati”, non “colgono di sorpresa” nessuno, perché nascono da un gioco fatto insieme, privo di giudizi e pregiudizi. Intime e forti, discrete e giocose, le immagini di questa autrice scompaginano le carte di una logica fotografica basata sulla differenza tra osservatore e osservato, tra chi guarda e chi è visto. Nascono da un terreno d’esperienza basato sull’incontro reciproco, sorgono da un desiderio di conoscenza che è autentico co-sentire, capacità di mettersi in gioco e accogliere la voce degli altri per amplificarla e tradurla in immagini. I suoi ritratti non sono la testimonianza di uno “spettacolo sociale” che affronta il tema gender-fluid, oggi di grande attualità: sono il frutto di un incontro, di un dialogo muto e senza interruzioni, di una sintonia profonda, ma anche di una grande empatia. Non a caso, di questa sua esperienza fotografica, lei stessa mi dice: “ho trovato persone incredibili, di una dolcezza e ironia unica.”Una tenerezza, una delicatezza che l’autrice ha sottolineato, senza eccedere, passando dal bianco e nero a una serie di immagini a colori leggermente desaturate, relative ai momenti di intervallo, tra un trucco e l’altro, in cui Carmelo, Simone e Alessandro fumano una sigaretta, sorridono agli amici, si aiutano vicendevolmente a vestirsi. Doisneau diceva che ci sono fotografi con l’occhio da poliziotto o da medico legale, mentre quello di Loredana Celano è lo sguardo empatico di chi non si limita a osservare. Lei infatti sa trasformare la fotografia in “una carezza” (come amava dire Nan Goldin che ha sempre scelto di fotografare solo i propri amici), in un gesto di partecipazione umana, in un’esperienza formativa. Immersa in tale rapporto di vicinanza, l’autrice ha conseguentemente dato poco spazio al contesto per concentrarsi sui volti e sulle espressioni, sul rituale del trucco e sul trascolorare delle emozioni psicologiche che affiorano durante questa metamorfosi al femminile.

Le immagini di AlterEgo ci fanno capire come per questi uomini travestir si da donna sia un po’ come spogliarsi: è un modo per liberarsi dai vincoli delle identità rigide, per spingersi oltre le Colonne d’Ercole dei generi e delle categorie. Oggi che è diventato sempre più urgente far uscire dalla marginalizzazione il mondo Lgbtq+ e si discute animatamente sull’uso più o meno utile o corretto dell’asterisco per uscire dalla logica classificatoria “lei” – “lui”, questo lavoro si rivela anche utile per ricordarci come il travestimento affondi le sue radici in una molteplicità di riti e miti antichi, all’origine della nostra stessa storia.

Il progetto AlterEgo ha vinto Paratissima Torino Best Talent Prize & Paratissima ART Station: NICE & FAIR | Contemporary Visions
Best Talent Prize

AlterEgo è stato esposto a Berlino